Estetiche Spagnole

Sono andato a Siviglia per partecipare ad un seminario del centro di innovazione IPTS della commissione europea. Su quello che è stato detto nel seminario (c’entrano anche i designpeople e la creatività) ne parleremo in un altro post. Invece mi preme condividere con voi le sensazioni che ho raccolto girando per la città ed incontrando le persone. Mi ha colpito molto il mix tra vecchio e nuovo, la capacità di far convivere le testimonianza del passato con i ritrovati della modernità (e postmodernità).

Per chi è abituato come noi Italiani alle consuete pratiche di mumificazione del patrimonio storico-artistico si tratta di uno shock culturale. In pieno centro cittadino giusto a fianco alla chiesa più importante (e bella di Siviglia) ed in un’area pedonale hanno costruito una bella linea del tram con dei bei piloni neri (come da foto). Vedendolo dal video mi sono come bloccato e mi sono domandato: cosa hanno combinato questi? Dopo poco però (e vi assicuro sono bastati pochi secondi) ci si rende conto che gli spagnoli sono stati in grado di costruire una nuova estetica dove pre-modernità e modernità convivono.

Si tratta di un equilibrio che va cercato di volta volta ma che dimostra il tentativo di mettere insieme elementi che noi consideriamo inconciliabili. Un nuova estetica che è il risultato di un approccio culturale che pur rispettando il passato non rinuncia a confrontarsi con il nuovo. Credo che abbiamo molto da imparare dai nostri cugini spagnoli.

1 Comment

  1. Giancarlo

    La descrizione della Spagna che fa Marco mi suggerisce la seguente considerazione. L’ambiente costruito è un prodotto del design ma anche contesto che lo ispira. Il modo in cui l’ambiente in cui viviamo influenza la nostra sensibilità estetica non è facile da spiegare. Si tratta di un tema difficile e affascinante: come può una linea architettonica proiettarsi nel design di un prodotto industriale? Cosa lega l’armonia di un paesaggio allo stile di un abito, di un mobile o di un’automobile?
    Tutti coloro che, come Marco, hanno visitato la Spagna di recente tornano impressionati dalla qualità dei luoghi costruiti: non c’è solo Barcellona o Madrid, ma anche Siviglia, Valencia o le città minori della Galizia. Questa qualità è l’espressione, insieme, di un sistema politico amministrativo capace e sensibile, e di una diffusa cultura architettonica e del design. Imprese, professionisti e amministratori locali stanno perciò alimentando in Spagna la creazione di un vantaggio competitivo che non farà fatica ad entrare, come già sta avvenendo, nei prodotti e nei servizi. Una tendenza simile si vede anche in altri paesi, che non hanno una lunga tradizione nel campo del design: penso alla Germania, alla Svezia, alla Finlandia, i cui prodotti industriali esprimono un valore estetico che non è meno importante del loro contenuto tecnologico. E l’Italia? Forti di una tradizione su cui pochi altri paesi possono contare, ci illudiamo che il vantaggio ereditato dalla storia salvi comunque la nostra sensibilità estetica. E invece, la perdita di qualità dei nostri ambienti urbani e naturali, potrebbe ridurre la nostra capacità di elaborare una cultura del design, facendoci rimanere tremendamente indietro su uno dei fattori davvero strategici per l’economia del futuro.

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