Quando Il Prototipo È Fatto A Regola D’arte

Il concetto di prototipazione rapida richiama immediatamente un contesto fortemente industriale e standardizzato. La grande azienda di produzione di massa (automobile, elettrodomestico) ha puntato da tempo su queste tecnologie per aumentare la velocità di progettazione del nuovo prodotto, anticipare eventuali problemi di progettazione, ridurre i costi.  Le tecnologie di prorotipazione rapida hanno conosciuto una rapida evoluzione che consentono una loro applicazione, a costi ragionevoli, anche in settori meno industrial e con una maggiore quota di produzione artigianale.

Iniziano ad essere una realtà anche nei nostri settori del made in Italy dalla calzatura sportiva al gioiello, all’arredamento e ad essere presenti capillarmente sul territorio.
Per i designer è una buona notizia. La prototipazione rapida offre a costi ragionevoli la possibilità di sperimentare e di dare concretezza alla propria creatività e allo stesso tempo di disciplinare il processo di progettazione. Lavorare con la prototipazione rapida richiede una maggiore formalizzazione dell’attività progettuale (bisogna dialogare con un tecnico progettista e costruire un modello matematico dell’oggetto).

Molti pensano a questo ultimo aspetto come ad un fattore limitante per la creatività del designer. A vedere il lavoro del collettivo di designer Freedom of Creation non si direbbe. Questi designer hanno trasformato i limiti di questo approccio (n. di prototopi, tipologia di materiali impiegabili, costi di realizzazione) come delle opportunità e oggi realizzano linee di prodotti esclusivi (naturalmente in serie limitate) tutti realizzati con tecnologie di prototipazione rapida. Avete capito bene il prodotto che vendono è in realtà un prototipo anche se la sua estetica è molto ricercata e sofisticata.

Hanno aggiunto l’arte del designer alla matematica della prototipazione rapida. Difficile pensare da un connubio migliore tra saperi umanistici e saperi tecnici.
La prototipazione rapida offre uno spazio molto interessante per i designer non solo come ambito di sperimentazione ma anche come e vero e proprio laboratorio artigianale del XXI secolo dover poter dar vita a prodotti innovativi capaci di soddisfare particolari nicchie di consumatori.

Nella formazione dei designer, almeno in Italia, queste nuove tecnologie fanno difficoltà a farsi strada e si predilige ancora una visione un po’ datata di designer che lavora in autonomia e distante dalla tecnologia, al massimo con qualche software e con il Mac di ordinanza. E’ un vero peccato perché oltre a sfornare tanti bravi grafici potremmo costruire figure professionali più attive e capaci di cogliere la sfida dell’innovazione, magari diventando dei veri e propri imprenditori, come Freedom of Creation.

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